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ENVER HOXHA pagina 1 di 4
DISCORSO PRONUNCIATO A NOME DEL CC DEL PLA ALLA CONFERENZA DEGLI 81 PARTITI COMUNISTI E OPERAI A MOSCA .
16 NOVEMBRE 1960 (1) ( La conferenza degli 81 partiti comunisti e operai svolse i suoi lavori a Mosca dal 10 novembre al 1 dicembre 1960. Essa fu convocata in una situazione molto complessa del movimento comunista internazionale come conseguenza della diffusione del revisionismo moderno e soprattutto dellattività disgregatrice antimarxista della direzione sovietica con alla testa Krusciov).
Questa conferenza dei partiti comunisti e operai
è di storica importanza per il movimento comunista internazionale, poiché procede ad
un'analisi minuziosa della situazione politica internazionale, fa il bilancio dei successi
e degli errori che possono essersi verificati sulla nostra via e ci aiuta a definire più
chiaramente la linea che dovrà seguire dora in poi, al fine di mietere nuovi
successi a vantaggio del socialismo, del comunismo e della pace. Al mondo esiste ormai il
campo socialista, con alla testa lUnione Sovietica. Il movimento comunista nel suo
complesso si è ampliato, rafforzato e temprato. I partiti comunisti e operai in tutto il
mondo sono divenuti una forza colossale, che porta avanti lumanità verso il
socialismo, verso la pace. Come si rivela anche nel progetto di dichiarazione che è stato
preparato, il nostro campo socialista è molto più forte del campo imperialista. Il
socialismo si rafforza di giorno in giorno ed è in continua ascesa mentre l'imperialismo
si indebolisce, si decompone. Dobbiamo accelerare questo processo con tutti i mezzi e con
tutte le forze di cui disponiamo. Vi perverremmo se resteremo fermamente fedeli al
marxismo-leninismo e lo applicheremo correttamente. Altrimenti non faremo che frenarlo,
poiché abbiamo difronte nemici feroci che dobbiamo vincere e annientare, abbiamo di
fronte limperialismo con alla testa quello americano. Noi vogliamo la pace mentre
limperialismo non la vuole e si prepara ad una nuova terza guerra mondiale. Dobbiamo
lottare con tutte le nostre forze per evitare la guerra mondiale e far trionfare nel mondo
una pace giusta e democratica. A ciò si giungerà quando costringeremo
limperialismo a disarmare. Limperialismo non deporrà le armi di sua propria
volontà. Credere ad una possibilità del genere significa illudere se stessi e ingannare
gli altri. Dobbiamo quindi opporre allimperialismo la colossale forza economica,
militare, morale, politica e ideologica del campo socialista e al tempo stesso le forze
unite dei popoli del mondo intero al fine di sabotare in tutti i modi possibili la guerra
che preparano gli imperialisti. Il partito del lavoro dAlbania non ha mai nascosto
né mai nasconderà al proprio popolo questa situazione e la minaccia che gli imperialisti
fanno pesare sullumanità amante della pace. Vi possiamo assicurare che il popolo
albanese che detesta la guerra, non si è affatto spaventato di questa giusta azione del
suo partito. Non ha ceduto al pessimismo e neppure ha segnato il passo
nelledificazione del socialismo. Esso ha una chiara visione delle prospettive che lo
attendono e lavora con piena fiducia, mantenendosi sempre vigile stringendo in una mano il
piccone e nellaltra il fucile.
E nostra opinione che limperialismo, con quello americano in testa, deve
essere smascherato senza misericordia, politicamente e ideologicamente e che nessun caso
sono ammissibili le lusinghe, le moine e gli incensamenti nei suoi confronti. Nessuna
concessione di principio dovrà esser fatta allimperialismo. Le varie tattiche e i
diversi compromessi che da parte nostra ci possiamo permettere, debbono aiutare la nostra
causa e non quella del nemico.
Di fronte ad un nemico feroce, la garanzia della vittoria della nostra causa richiede
nella nostra piena unità, che sarà realizzata eliminando i profondi dissensi ideologici
che si sono manifestati e basando questa unità sui fondamenti marxismo-leninismo,
sulleguaglianza, sulla fraternità, su di uno spirito di amicizia e di
internazionalismo proletario. Il nostro partito ritiene che non solo non debba esistere
alcuna frattura ideologica, ma che, di conseguenza, dobbiamo altresì adottare un
atteggiamento politico unico su tutte le questioni . La nostra tattica e la nostra
strategia, di fronte ai nemici, debbono essere elaborate da tutti i nostri partiti e
fondarsi sui principi marxisti-leninisti, su giusti criteri politici adatti alle
situazioni concrete e reali
Tutti i popoli del mondo aspirano alla libertà, allindipendenza, alla sovranità,
alla giustizia sociale, alla cultura, alla pace, e si battono per esse. Queste loro
sacrosante aspirazioni sono state e vengono soffocate dal capitalista, dal latifondista,
dallimperialista ed è quindi naturale che la lotta di questi popoli sia condotta
con grande rigore contro i capitalisti, contro i latifondisti, contro gli imperialisti.
E anche naturale che i popoli del mondo ricerchino i propri alleati in questa lotta
per lesistenza che conducono contro i loro carnefici
Perciò nella lotta per la pace, per il disarmo, per il progresso sociale nel mondo, il
campo socialista non è solo di fronte al campo imperialista, ma si trova in stretta
alleanza con tutti i popoli progressisti del mondo, mentre gli imperialisti si trovano
isolati di fronte al campo socialista.Viviamo in unepoca in cui si assiste al crollo
totale del colonialismo, alla liquidazione di questo flagello che sopprimeva i popoli.
Nuovi Stati stanno nascendo in Africa e in Asia. Paesi dove regnavano il capitale, la
frusta e il fucile, scuotono il giogo della servitù e i popoli prendono il loro destino
nelle proprie mani. Ciò si è realizzato e si realizza grazie alla lotta di questi popoli
e allappoggio morale che prestano loro LUnione sovietica, la Cina popolare e
gli altri paesi del campo socialista. Traditori del marxismo-leninismo, agenti
dellimperialismo e intriganti del tipo di Josip Broz Tito si sforzano in mille modi,
ordendo piani diabolici, di disorientare popoli e giovani Stati, al fine di staccarli dai
loro alleati naturali, per legarli direttamente allimperialismo americano. Dobbiamo
tendere con tutte le nostre forze a sventare i piani di questi lacchè
dellimperialismo. Assistiamo attualmente alla disgregazione dellimperialismo,
alla sua decomposizione , alla sua agonia. Viviamo e lottiamo in unepoca
caratterizzata dellinarrestabile passaggio dal capitalismo al socialismo. Vengono
confermati tutti i geniali insegnamenti di Karl Marx e di Vladimir Ilic Lenin,
insegnamenti che non sono assolutamente superati a dispetto di quanto pretendono i
revisionisti. Limperialismo mondiale sta subendo duri colpi , che dimostrano
chiaramente che esso non è più nella sua "età doro", allorché dettava
legge quando e come gli piaceva. Ormai liniziativa gli è sfuggita di mano ed esso
non lha certo ceduta di buon grado e di proposito. Questa iniziativa non gli è
stata tolta a parole e solo a furia di discorsi , ma esso lha perduta in seguito a
un lungo processo di scontri e di rivoluzioni cruente, che il capitalismo stesso ha
provocato con i suoi sforzi tesi a schiacciare il proletariato e la forza dei popoli che
si sollevavano per abbattere il mondo della fame e della miseria, il mondo della
schiavitù. E questa gloriosa pagina è stata aperta dalla Grande rivoluzione
socialista dOttobre, dalla grande Unione sovietica, dal grande Lenin.
Limperialismo mondiale , con a capo limperialismo americano, anche attualmente
che vede approssimarsi la propria fine, che si accorge di avere di fronte a sé avversari
forti e risoluti , quali il campo del socialismo e la sua grande alleanza con tutti i
popoli del mondo , concentra , organizza e arma le sue forze dattacco. Esso si
prepara alla guerra. Chi non vede ciò è cieco, chi invece lo vede , ma lo nasconde, è
un traditore al servizio dellimperialismo. Il partito del lavoro dAlbania
ritiene che nonostante le grandi difficoltà che incontriamo sul nostro cammino verso
linstaurazione della pace nel mondo, verso il disarmo e la soluzione degli altri
problemi internazionali, non si debba essere pessimisti. Solo i nostri nemici, che
subiscono una disfatta dietro laltra, sono e debbono essere pessimisti. Siamo stati,
siamo e saremo vincitori, perciò siamo stati e restiamo ottimisti e siamo convinti che i
nostri sforzi saranno coronati dal successo. Riteniamo tuttavia che lottimismo
eccessivo, non realistico, lunghi dallessere benefico, è al contrario nocivo. Chi
nega, chi sminuisce la nostra grande forza economica, politica, militare, morale e non ha
fiducia in essa, è una disfattista e non merita di chiamarsi comunista. Ma anche colui
che, inebriato dalla nostra forza, considera gli avversari alla stregua dei pigmei, crede
che il nemico abbia perduto ogni speranza, che sia divenuto inoffensivo e totalmente alla
nostra mercé, anche costui non è realista a bluffa, fa assopire la gente, fa assopire i
popoli di fronte a queste situazioni complesse e piene di pericoli, che richiedono da
parte di tutti la massima vigilanza, che esigono un incremento dellimpeto
rivoluzionario delle masse e non la moderazione, la degenerazione, la decomposizione e la
quiete. Il nostro saggio popolo che ha molto sofferto dice bene: "lacqua dorme,
ma il nemico non dorme". Guardiamo dritto in faccia i fatti. Limperialismo
mondiale, con a capo il suo reparto più aggressivo, limperialismo americano,
orienta la propria economia verso la preparazione della guerra. Esso si sta armando fino
ai denti. Limperialismo americano sta dotando di ogni specie darma la Germania
di Bonn, il Giappone e tutti i suoi alleati e satelliti. Esso ha organizzato e sta
perfezionando le organizzazioni militari daggressione, ha creato e sta creando basi
militari da ogni parte attorno al campo del socialismo. Esso accresce le sue scorte di
armi nucleari, non consente a disarmare, non accetta di cessare gli esperimenti nucleari,
lavora febbrilmente e nuove invenzioni di mezzi di sterminio di massa. E tutto questo,
perché lo fa? Per andare a nozze No! Per scendere in guerra contro di noi, per
distruggere il socialismo e il comunismo, per ridurre i popoli alla schiavitù. Il partito
del lavoro dAlbania è dellopinione che se parliamo e pensiamo diversamente,
inganniamo noi stessi e gli altri. Non ci chiameremmo comunisti se ci lasciassimo
intimorire dalle difficoltà della vita. Noi, comunisti, detestiamo la guerra. O i,
comunisti, lotteremo fino allultimo per far fallire i diabolici piani di guerra
dellimperialismo americano. Però, se ci dichiarerà guerra, noi gli daremo il colpo
di grazia, affinché limperialismo scompaia per sempre dalla faccia della terra.
Dinanzi alle minacce di una guerra atomica da parte dellimperialismo mondiale,
capeggiato dallimperialismo americano, noi dobbiamo essere pienamente preparati
tanto economicamente, politicamente, moralmente, quanto anche militarmente, per far fronte
a qualsiasi eventualità. Dobbiamo cercare di evitare una guerra mondiale giacché non è
fatalmente ineluttabile, ma saremo imperdonabili se ci cullassimo nelle illusioni e se ci
lasciassimo sorprendere dal nemico, poiché non è mai successo che il nemico sia o venga
definito loyal*, (in francese nel testo) altrimenti non si
chiamerebbe nemico. Il nemico è e resterà sempre nemico e perfido. Chi si fida del
nemico, presto o tardi perde la partita
La politica di pace dei paesi del campo
socialista ha influito notevolmente sulla denuncia delle mire aggressive
dellimperialismo, sulla mobilitazione dei popoli contro i guerrafondai, sulla
evoluzione della loro gloriosa lotta contro gli oppressori imperialisti e i loro
agenti
Tuttavia molti problemi concreti, messi sul tappeto, come le proposte per il
disarmo, la conferenza al vertice (2) (Nel dicembre 1959, il capo del governo
sovietico N.Krusciov che propendeva per la soluzione degli importanti problemi
internazionali unicamente mediante colloqui con i capi dellimperialismo, assicurò,
attraverso i canali diplomatici, la convocazione di una conferenza al vertice con la
partecipazione dei massimi dirigenti dellUrss, degli Usa, dellInghilterra e
della Francia. Questa conferenza avrebbe dovuto aver luogo nel maggio del 1960, ma non
poté svolgere i suoi lavori causa il sabotaggio degli imperialisti americani e
latteggiamento tentennante e avventuristica di N. Krusciov) ecc., non sono
stati risolti e continuano ad essere sistematicamente sabotati dagli imperialisti
americani. Quali conclusioni dobbiamo trarre da tutto ciò? Il Partito del lavoro
dAlbania ritiene che limperialismo, e in primo luogo limperialismo
americano, non ha cambiato né la pelle, né il pelo, né la propria natura, e aggressivo
e rimarrà aggressivo anche quando gli resterà un solo dente in bocca. Ed essendo
aggressivo, e capace di precipitare il mondo nella guerra. Perciò noi, così come abbiamo
dichiarato anche nella commissione di redazione, continuiamo ad insistere sulla necessità
di rendere ben chiaro ai popoli che lunica garanzia assoluta di non aver più guerre
mondiali e il trionfo del socialismo nel mondo intero o nella maggior parte dei paesi del
mondo. Gli americani si esprimono apertamente, non accettano il disarmo, aumentano gli
armamenti e preparano la guerra. Perciò dobbiamo essere vigilanti. Non dobbiamo fare
alcuna concessione di principio al nemico ne farci alcuna illusione
sullimperialismo, giacché credendo di aggiustare le cose non faremmo che
aggravarle. Il nemico, non soltanto si arma e prepara la guerra contro di noi, ma conduce
inoltre una propaganda sfrenata per avvelenare gli animi e disorientare la gente. Spende
milioni di dollari per stipendiare agenti e spie, milioni di dollari per organizzare nei
nostri paesi attività spionistiche, eversive e attentati. Limperialismo americano
ha profuso e profonde miliardi di dollari ai suoi fedeli agenti, alla banda traditrice di
Tito. Tutte queste azioni tendono a indebolire il nostro fronte interno, a dividerci, a
debilitare e disorganizzare le nostre retrovie. Si discute molto sulla questione della
coesistenza pacifica, e alcuni dicono a questo proposito delle assurdità, affermando che
la Cina popolare e lAlbania sarebbero contro la coesistenza pacifica. Penso che sia
necessario confutare una volta per tutte tali opinioni nocive e erronee. Non può esserci
Stato socialista , non può esserci comunista che sia contro la coesistenza pacifica, che
sia per la guerra. Il grande Lenin ha, per primo, posto il principio della coesistenza
pacifica fra paesi a sistema sociale differente come una indispensabilità oggettiva, fino
a che esisteranno, insieme nel mondo paesi socialisti e paesi capitalisti. Il nostro
Partito del lavoro, mantenendosi fedele a questo grande principio enunciato da Lenin, ha
sempre reputato e ritiene che la politica della coesistenza pacifica risponde ai
fondamentali interessi di tutti i popoli, risponde al fine di un ulteriore consolidamento
delle posizioni del socialismo, e de per questo che esso pone tale principio leninista
alla base di tutta la politica estera del nostro Stato popolare. La coesistenza pacifica
tra due sistemi opposti, non significa, come pretendono i revisionisti moderni, rinuncia
alla lotta di classe. Al contrario, la lotta di classe deve continuare, la lotta politica
e ideologica contro limperialismo, contro lideologia borghese e
lideologia revisionista, deve rafforzarsi sempre più. Lottando coerentemente per
lattuazione della coesistenza pacifica leninista, senza fare alcuna concessione di
principio allimperialismo, bisogna sviluppare ulteriormente la lotta di classe nei
paesi capitalisti, nonché il movimento di liberazione nazionale dei popoli nei paesi
coloniali e dipendenti. Secondo il nostro punto di vista i partiti comunisti e operai dei
paesi capitalisti devono lottare affinché si instauri la coesistenza pacifica tra i loro
paesi, dove domina ancora il sistema capitalista, e i nostri paesi socialisti
Ma il
loro compito non finisce qui. Bisogna che in questi paesi si sviluppi, cresca e si
rafforzi la lotta di classe e che le masse lavoratrici, guidate dal proletariato di
ciascun paese, con il partito comunista in testa, alleate con tutto il proletariato
mondiale, rendano la vita impossibile allimperialismo, scalzando le basi del suo
apparato di guerra e della sua economia, strappandoli a viva forza il potere economico e
politico per avviarsi verso la distruzione dellantico potere e instaurino il nuovo
potere del popolo. È tutto ciò si farà con la violenza o con la via pacifica e
parlamentare? Questa questione era chiara ed era inutile che il compagno Krusciov la
ingarbugliasse al XX Congresso, come ha fatto, con la più grande soddisfazione degli
opportunisti. Che bisogno cera di parodiare in questo modo le chiare tesi di Lenin e
della Rivoluzione socialista di ottobre? Il partito del lavoro dAlbania ha sempre
considerato del tutto chiari gli insegnamenti di Lenin a questo proposito ed è sempre
rimasto fedele ad essi. Sino ad ora nessun popolo, nessun proletariato, nessun partito
comunista od operaio si è impadronito del potere senza spargimento di sangue e senza
violenza. Alcuni compagni si allontanano di fatto dalla realtà quando pretendono di aver
preso il potere senza spargimento di sangue; essi dimenticano che il glorioso Esercito
sovietico ha versato fiumi di sangue per loro durante la seconda guerra mondiale. Il
nostro Partito ritiene, a proposito di tale questione, che dobbiamo prepararci per ambedue
le vie e prepararci bene, soprattutto per la presa del potere con la violenza, poiché se
ci prepariamo bene per questa eventualità, aumentiamo le nostre possibilità di successo
per laltra. La borghesia vi permette certo di blaterare, ma poi vibra un colpo di
forza fascista e vi spezza, per il fatto che non avete preparato né i quadri
"dassalto" né il lavoro nella clandestinità, né luoghi dove nascondervi
e lavorare, né gli strumenti di lotta. Dobbiamo prevenire questa tragica eventualità. Il
Partito del Lavoro dAlbania, si è battuto, si batte e si batterà per la
coesistenza pacifica secondo la linea marxista - leninista che ci indica Lenin e che è
definita dal Manifesto di Mosca per la Pace. Esso è sempre stato, è e sarà per il
disarmo generale e lotterà attivamente per lattuazione di questo disarmo. Nessun
caso e neanche per un attimo il Partito del Lavoro dAlbania cesserà di combattere
politicamente e ideologicamente le manovre dellImperialismo e del capitalismo
nonché lideologia borghese, come non cesserà di condurre una lotta accanita,
continua e intransigente, contro il revisionismo moderno e contro il revisionismo titino
Jugoslavo in particolare. Può darsi che alcuni compagni ci accusino, noi albanesi, di
essere testardi, permalosi teste calde, settari, dogmatici e tutto ciò che si vuole, ma
noi respingiamo queste false accuse e dichiariamo loro che non ci sposteremo dalle nostre
posizioni perché sono posizioni marxiste leniniste. Si dice che noi vogliamo la
guerra e che ci opponiamo alla coesistenza. Il compagno Kozlov ci ha persino posto, noi
albanesi, davanti a questa alternativa: o la coesistenza come lui la concepisce, o una
bomba atomica degli Imperialisti sullAlbania, una bomba che ridurrebbe i paesi in
cenere non lascerebbe vivo neanche un albanese. Il popolo Albanese non si era mai sentito
rivolgere fino ad oggi una simile minaccia atomica da nessun rappresentante
dellImperialismo americano. Ma ecco che questa minaccia gli viene da un membro del
Presidium del Comitato Centrale del Partito Comunista dellUnione Sovietica, e a chi
è indirizzata ? Ad un piccolo, eroico popolo che ha lottato per secoli contro nemici
feroci e innumerevoli e non si è mai piegato, ad un piccolo popolo che ha combattuto con
un eroismo senza pari gli hitleriani e i fascisti italiani, la indirizza ad un Partito che
testimonia una fedeltà coerente e instancabile al marxismo leninismo. Però,
compagno Frol Kozlov, vi siete sbagliato di grosso, non potete intimorirci ne piegarci
alla vostra volontà distorta e noi non confondiamo affatto il glorioso Partito di Lenin
con voi e con il vostro comportamento così ostile e vergognoso verso il popolo albanese e
il Partito del Lavoro dAlbania. Il Partito del Lavoro dAlbania appoggerà
tutte le proposte giuste e pacifiche dellUnione Sovietica e dei paesi del campo
socialista come quelle degli altri paesi che amano la pace, e che lotterà per vederle
attuate. Il Partito del Lavoro dAlbania impiegherà tutte le sue forze, userà tutti
i suoi diritti e assolverà tutti i suoi compiti al fine di consolidare lunità del
campo socialista, la sua unità marxista leninista. Sarebbe assurdo pensare che la
piccola Albania socialista possa staccarsi dal capo socialista e vivere al di fuori di
questo campo, al di fuori della fratellanza dei nostri popoli socialisti. La sua
partenenza al campo socialista, lAlbania non lha ricevuta in dono da nessuno,
ma sono il nostro stesso popolo e il Partito del Lavoro dAlbania che lanno
conquistata con il sangue, con la loro fatica e il loro sudore, con i sacrifici che hanno
fatto, con il sistema di governo che hanno instaurato e con la linea marxista
leninista che seguono. Ma che nessuno pensi che lAlbania, essendo un piccolo paese,
il Partito del lavoro dAlbania, essendo un piccolo Partito, debbano fare quel che
piace a qualcuno se sono convinti che questo qualcuno sbaglia. Come ho detto prima, il
Partito del lavoro dAlbania, ritiene che il nostro campo socialista, che persegue un
obiettivo unico e che è guidato dal marxismo leninismo, deve anche avere una
strategia e una tattica sue proprie perché queste debbano essere elaborate in comune dai
nostri Partiti e dai nostri stati del campo socialista. In seno al nostro campo noi
abbiamo creato alcune forme di organizzazione del lavoro, ma è giusto dire che se sono
rimaste in qualche modo puramente formali, o, per meglio dire, che esse non funzionano in
modo collegiale. Tali sono in particolare gli organi del tratto di Varsavia e quelli del
Consiglio di reciproca assistenza economica. Intendiamoci bene.
Non solleviamo qui il problema di sapere se dobbiamo ugualmente essere consultati o no.
Beninteso, nessuno ci nega il diritto di essere consultati ma esserlo bisogna che ci
riuniamo. Ne facciamo una questione di principio e affermiamo che queste forme di
organizzazione debbono funzionare regolarmente, che e li che bisogna porre i problemi,
prendere le decisioni e controllarne lesecuzione. Lo sviluppo e lulteriore
potenziamento delleconomia dei paesi socialisti sono sempre stati e sono tuttora una
delle prime preoccupazioni dei nostri Partiti e dei nostri Governi, uno dei fattori
determinanti della potenza invincibile del campo socialista. Ledificazione del
socialismo e del comunismo progredisce impetuosamente nei nostri paesi. Ciò è dovuto a
dei grandi sforzi compiuti dai nostri popoli e allaiuto reciproco che si prestano.
La Repubblica Popolare dAlbania non ha fornito assistenza economica ad alcuno fino
ad ora, primo perché siamo poveri, e secondo perché nessuno ha bisogno del nostro aiuto
economico. Però, nei giusti limiti, noi abbiamo compiuto e compiamo ogni sforzo per
aiutare con le nostre esportazioni, per quel poco che ci è possibile i paesi amici e
fratelli. Sono stati aiutati dai nostri amici e in primo luogo dallUnione
Sovietica
Da questo aiuto dellUnione Sovietica e degli altri paesi a
democrazia popolare, il Partito del Lavoro dAlbania e il governo della Repubblica
Popolare dAlbania hanno tratto il miglior profitto per il massimo vantaggio per il
popolo albanese. Il nostro popolo sarà per sempre riconoscente di questo aiuto ai popoli
sovietici e ai popoli dei paesi a democrazia popolare. Questo aiuto labbiamo
concepito, lo concepiamo e lo concepiremo non come un aiuto datoci come elemosina, ma come
un aiuto fraterno, come un aiuto internazionalista. Il nostro popolo, come popolo che ha
conosciuto una estrema miseria, che ha combattuto con eroismo, che è stato massacrato e
spogliato, aveva il pieno diritto di sollecitare laiuto dei suoi amici e dei suoi
fratelli più grandi ed economicamente più ricchi di lui. E i suoi amici avevano il
dovere internazionalista di venirgli aiuto. Così bisogna rifiutare ogni concezione
tenebrosa e antimarxista che potrebbe eventualmente manifestarsi quanto al carattere e ai
fini di questo aiuto. Le pressioni economiche nei confronti del Partito del Lavoro
dAlbania, del governo albanese e del nostro popolo non avranno mai successo.
Desidero porre qui la questione degli aiuti che i paesi economicamente più forti
forniscono a quelli economicamente più deboli, comè il caso del nostro paese. Tali
aiuti debbono essere più consistenti. Il popolo albanese non pensa affatto di incrociare
le braccia e di aprire la bocca per farsi nutrire dagli altri. Non ha questa abitudine. Il
nostro popolo non pretende inoltre che il livello di vita del nostro paese raggiunga
immediatamente il livello di vita di parecchi paesi a democrazia popolare. Però un aiuto
più sostanzioso deve venire fornito al nostro paese per lulteriore sviluppo delle
sue forze produttive. Noi reputiamo che i paesi economicamente forti del campo socialista
debbano accordare crediti anche ai paesi capitalisti neutrali, anche ai popoli appena
affrancati dal colonialismo, allorché i dirigenti di tali paesi capitalisti si oppongano
allimperialismo, appoggiano la politica di pace del campo socialista e non
ostacolino ne contrastino la lotta legittima delle forze rivoluzionarie. In primo luogo,
però, bisogna considerare con maggior attenzione e sopperire alle necessità dei paesi
del campo socialista. Certamente lIndia ha bisogno di ferro e di acciaio, ma ne ha
bisogno in misura maggiore e più sollecitamente lAlbania socialista; certo
lEgitto ha bisogno di essere irrigato e fornito di energia elettrica, ma ne ha
bisogno di più e più presto lAlbania socialista.
Su molti problemi politici dimportanza primaria, i punti di vista allinterno
del nostro campo socialista sono stati e sono identici. Però, per il fatto che il sistema
delle consultazioni collegiali non è divenuto pratica corrente, si è spesso osservato
che alcuni paesi del nostro campo socialista prendono delle iniziative politiche a
proposito delle quali dobbiamo dire (per quanto noi non siamo in via di principio contrari
alla presa di iniziative) che queste spesso nuocciono ad altri paesi del campo socialista.
Alcune di queste iniziative non sono giuste e ciò accade soprattutto quando esse non
vengono adottate in modo collegiale dai membri del Trattato di Varsavia.
Tale è liniziativa del governo bulgaro, che ha informato il governo greco, senza
tenere alcun conto dellAlbania, che i paesi a democrazia popolare dei Balcani sono
disposti a disarmare se il governo greco accetterà anchesso di farlo. Dal nostro
punto di vista, questa iniziativa è sbagliata, perché anche se la Grecia avesse
accettato una tale proposta, il governo albanese non lavrebbe accettata.
LAlbania aderisce alla proposta sovietica fatta da Nikita Krusciov nel maggio del
1959, (3) (Questa proposta e le note indirizzate il 25 maggio 1959 dal governo
sovietico ai governi albanese, bulgaro, jugoslavo, turco, greco, italiano, francese,
inglese, inglese e statunitense, chiedevano la creazione di una zona denuclearizzata e
sprovvista di missili nei Balcani e nel settore dellAdriatico) ma non alla
proposta bulgara che tende a disarmare i paesi dei Balcani, senza toccare lItalia. I
compagni bulgari hanno forse dimenticato che lItalia borghese e fascista ha
attaccato a più riprese lAlbania nel corso di questo secolo?
E forse permesso ai compagni bulgari di agire come hanno fatto anche in
unaltra occasione, senza consultare per niente il governo albanese al quale essi
sono legati da un trattato di alleanza difensiva, quando hanno proposto al governo greco
di concludere con esso un trattato di amicizia e di non aggressione, e questo in un
periodo in cui la Grecia si considera tuttora in stato di guerra con lAlbania e
nutre delle mire territoriali nei confronti della nostra patria? Ci sembra pericoloso che
simili azioni intraprese in modo unilaterale. Tale giusta e legittima opposizione da parte
nostra ha potuto indurre i compagni bulgari e concludere che noi Albanesi non abbiamo una
giusta concezione della coesistenza, che vogliamo la guerra, ecc. Questi sono punti di
vista sbagliati.
Azioni analoghe sono state compiute dai compagni polacchi allONU, dove il compagno
Gomulka ha presentato unilateralmente davanti allAssemblea generale una proposta
della Polonia a favore del <<mantenimento dello stato quo per quel che concerne la
collocazione attuale delle forze militari nel mondo e in particolare contro la creazione
di nuove basi militari, ma per il mantenimento delle basi esistenti, contro
linstallazione di nuove rampe missilistiche, ma per il mantenimento del segreto
sulla bomba atomica da parte degli stati che la fabbricano e contro la cessione di questo
segreto ad altri stati>>. Una simile proposta, a nostro avviso, è contraria agli
interessi del nostro campo. Che non sinstallino più rampe missilistiche? Ma chi si
indirizzerebbe questo divieto e in quali paesi si applicherebbe? Tutti i membri della
NATO, ivi comprese lItalia, la Germania occidentale e la Grecia, sono provvisti di
missili. Che non si rilevi il segreto della bomba atomica? Ma a chi? LInghilterra,
come la Francia o la Germania occidentale, ne sono in possesso. E chiaro che se una
tale proposta fosse accettata, noi, i paesi a democrazia popolare, saremo obbligati a non
installare rampe missilistiche e nessun paese del campo socialista, eccetto lUnione
Sovietica, potrebbe possedere la bomba atomica. Noi poniamo la questione: perché la Cina
comunista non dovrebbe avere la bomba atomica? Riteniamo che la debba avere, e quando la
Cina disporrà della bomba atomica e di missili, vedremo allora quale sarà il linguaggio
dellimperialismo americano, vedremo se si continuerà a negare alla Cina i suoi
diritti nellarena internazionale, vedremo se gli imperialisti americani oseranno
brandire le loro armi come fanno oggi.
Ci si può chiedere se il possesso e la possibilità di servirsi della bomba
permetterebbero alla Cina di conquistare questi diritti a dispetto dellazione
contraria degli Stati uniti. No, la Cina non farà mai uso di questarma, se non
saremo attaccati da quelli che hanno laggressione e la guerra nel sangue. Se
lUnione sovietica non possedesse la bomba atomica, limperialismo userebbe nei
suoi confronti un altro linguaggio. Noi non saremo mai i primi ad impiegare le armi
atomiche, noi siamo contro la guerra, siamo per la distruzione delle armi nucleari, ma
abbiamo bisogno della bomba per difenderci. <<La paura è il miglior guardiano delle
vigne>>, dice un proverbio del nostro popolo. Gli imperialisti debbono temerci e
anche temerci molto.
Il Partito del Lavoro dAlbania, poggiando sul marxismo leninismo nonché
sulla Dichiarazione e sul Manifesto della pace di Mosca, ha seguito una corretta linea di
condotta marxista leninista nelle questioni di politica internazionale e negli
importanti problemi delledificazione socialista
Il Partito del Lavoro dAlbania e il nostro piccolo popolo sono sempre stati
preoccupati dai grandi problemi del momento. La nostra Repubblica popolare è stata ed è
tuttora geograficamente accerchiata da Stati capitalisti e dai revisionisti Jugoslavi, e
abbiamo dovuto essere molto vigilanti, impegnare uomini e considerevoli fondi per
assicurare la difesa delle nostre frontiere, per difendere la libertà la sovranità e
lindipendenza della patria contro gli innumerevoli tentativi degli imperialisti, dei
loro satelliti e dei loro servi. Noi siamo un piccolo paese e un piccolo popolo, abbiamo
sofferto moltissimo ma abbiamo anche molto combattuto. La libertà di cui oggi godiamo non
ce lha regalata nessuno, ma ce la siamo conquistata col sangue. Ci siamo accorti e
continuiamo ad accorgerci ogni giorno di più chi siano i nostri nemici imperialisti,
delle loro mene contro il campo del socialismo e contro il nostro paese in particolare,
perciò non abbiamo nutrito e non nutriremo alcuna illusione circa la possibilità che
esse mutino la loro natura e le loro mire nei riguardi dei popoli, del nostro campo e
dellAlbania socialista in particolare
Gli imperialisti americani e inglesi ci hanno accusato e ci accusano, noi albanesi, di
essere << feroci e bellicosi >>. E comprensibile, perché il popolo
albanese ha infranto i loro reiterati tentativi di asservirlo e ha annientato i loro
agenti che hanno complottato contro il Partito del Lavoro dAlbania e il nostro
regime di democrazia popolare
Ci sembra che non sia neppure il caso di dimostrare qui, a questa riunione, che la guerra
è estranea ai paesi socialisti, ai nostri partito marxisti leninisti, ma resta il
problema di sapere il perché gli imperialisti e i loro agenti accusano la Cina e
lAlbania di essere fautori della guerra e ostili alla coesistenza pacifica.
Prendiamo il caso dellAlbania. A chi farebbe la guerra lAlbania e perché?
Sarebbe ridicolo stare a rispondere a questa domanda. Ma coloro che ci accusano di questo,
lo fanno per smascherare le loro mire aggressive nei confronti dellAlbania.
Rankovic si augurerebbe di veder trasformare le nostre frontiere in osterie a due porte,
da cui entrino ed escano senza visto armi e agenti jugoslavi, italiani o greci, per
portarci << la loro cultura del pugnale fra i denti >>, perché Tito realizzi
il suo sogno di fare dellAlbania la settima repubblica jugoslava, o perché la
borghesia reazionaria italiana metta in atto per la terza volta le sue mire spoliatrici
verso lAlbania, o ancora perché i monarco fascisti greci realizzino il loro
sogno insensato di impadronirsi dellAlbania del sud. Siccome noi glielo abbiamo
impedito e glielo impediremo sempre, ci accusano di essere << guerrafondai >>.
Essi sanno benissimo che se toccano le nostre frontiere avranno la guerra con noi e con
tutto il campo socialista.
Il loro obiettivo è dunque stato e resta quello di isolarci dal nostro campo e dai nostri
amici e, poiché noi apriamo loro le nostre frontiere perché essi possano venire a
scorrazzare liberamente sul nostro territorio, ci accusano di essere << feroci e
bellicosi >>, di essere ostili alla coesistenza. Ma lironia del destino sta
nel fatto, che vi sono compagni che si prestano a questo gioco dei revisionisti e danno
credito a queste calunnie contro il Partito del Lavoro dAlbania. Naturalmente noi
siamo contro una simile coesistenza, per cui noi albanesi dovremo fare concessioni
territoriali e politiche a Sofocle Venizelos. No, quei tempi, in cui le terre
dAlbania servivano da merce di scambio, sono tramontati per sempre. Noi siamo contro
una simile coesistenza con lo Stato jugoslavo, che pone come condizione lestinzione
della lotta ideologica e politica contro i revisionisti jugoslavi, questi agenti
dellimperialismo internazionale, questi traditori del marxismo leninismo. Noi
siamo contro una simile coesistenza con gli inglesi o con gli americani, per cui noi
dovremmo riconoscere, come essi pretendono, le vecchie concessioni politiche, diplomatiche
e commerciali loro accordate dal regime di re Zog. Come conclusione generale, il Partito
del Lavoro dAlbania è pienamente convinto che la nostra grande causa, la causa
della vittoria del socialismo e della pace, trionferà. Le forze unite del campo
socialista, con a capo lUnione sovietica, del movimento comunista e operaio
internazionale e di tutti i popoli e gli uomini che amano la pace, mediante azioni
risolute hanno la possibilità di costringere gli imperialisti ad accettare la coesistenza
pacifica ed evitare così la guerra mondiale. Ma allo stesso tempo non dobbiamo cessare di
rafforzare la nostra vigilanza rivoluzionaria perché i nostri nemici non possono mai
prenderci alla sprovvista. Noi siamo convinti che la vittoria, in questa nobile lotta per
la pace nel mondo e per il trionfo del socialismo, sarà nostra. Il popolo albanese e il
Partito del Lavoro dAlbania si adopreranno, come hanno fatto finora, a contribuire
con tutte le loro forze al trionfo della nostra causa comune. Come sempre, andremo avanti
in una ferrea unità con tutto il campo socialista, con lUnione sovietica, con tutto
il movimento comunista e operaio internazionale.